Anche la Ue taglia le stime della crescita italiana

Secondo la Commissione Europea, nel 2019 il nostro Paese crescerà dello 0,2% (un punto in meno rispetto alla previsione precedente). La stima sul 2020 è invece ora di +0,8%. Pesano le incertezze politiche.

La Commissione europea ha effettuato il temuto e ampiamente anticipato drastico taglio alle previsioni di crescita dell’Italia: un intero punto in meno sul 2019 per cui ora stima appena un più 0,2 per cento. La previsione sul 2020 è invece del più 0,8 per cento, 4 decimali di punto in meno rispetto alle stime di tre mesi fa. Secondo il documento di previsioni economiche invernali, che fornisce solo un aggiornamento su crescita e inflazione, si tratta in entrambi i casi delle stime più basse tra i Paesi di l’Unione. Bruxelles ha comunque pesantemente rivisto al ribasso anche le previsioni di crescita di tutta l’area euro sul 2019, al più 1,3 per cento, 0,6 punti in meno rispetto alle stime di novembre. La previsione sul 2020 è stata limata di un decimale di punto all’1,6 per cento. Il documento aggiorna unicamente le stime di crescita e inflazione, senza fornire nuove elementi in merito alle valutazioni sulle politiche di Bilancio. Non di meno, nel capitolo sull’Italia Bruxelles rileva che se la debolezza dell’economia negli ultimi mesi inizialmente era dovuta alla frenata globale, più di recente “va maggiormente attribuita a domanda interna e investimenti, che hanno pagato l’incertezza sulle politiche del governo e gli aumenti dei costi di finanziamento”. Le revisioni sulla manovra (concertate con la stessa Ue) sono state seguite da “una attenuazione dei rendimenti sui titoli di Stato – si legge ancora – che tuttavia restano significativamente più elevati rispetto a un anno fa”. La Commissione precisa che le sue stime non includono l’effetto delle clausola di salvaguardia su aumenti dell’Iva su 2019 e 2020.