Ali: "Non c'è libro senza libreria"

A Roma consegnati gli attestati del dodicesimo corso di alta formazione in gestione della libreria organizzato dall’Associazione dei Librai Italiani. Il presidente Ambrosini: “Un Paese che legge è un Paese che cresce”.

A Roma, presso piazza Della Enciclopedia, 4, si è tenuta la cerimonia di consegna degli attestati del 12° corso di alta formazione in gestione della libreria. Sono intervenuti il Presidente di Ali Confcommercio, Paolo Ambrosini, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, Alberto Bonisoli, il presidente della Treccani Massimo Bray e la scrittrice Dacia Maraini. Il presidente Ambrosini, nel suo intervento ha ricordato l’impegno di Ali “nella tutela e valorizzazione del ruolo delle librerie e dei librai italiani; il percorso che noi proponiamo ai nostri allievi, aggiornato e rivisto ogni anno nei suoi contenuti, è frutto dell’esperienza e della conoscenza che del mercato e delle librerie l’associazione ha maturato nei 73 anni di attività, ed è garantito nel rigore scientifico  grazie all’apporto dei nostri docenti delle università Ca’Foscari di Venezia e Sapienza di Roma”. “Dodici edizioni – ha detto Ambrosini – ai quali la nostra associazione ha dato un piccolo contributo, anche grazie al sostegno delle istituzioni e del mondo del libro, alla formazione di nuovi librai: l’impegno quotidiano come associazione e come scuola testimonia la nostra convinzione che il mercato del libro non può fare a meno delle librerie, perché non vogliamo che si avveri quanto con amarezza ha detto Massimo Recalcati ” Nel nostro tempo il libro come oggetto rischia di essere trasformato in un file anonimo e le librerie, dove era bello perdersi, in pezzi da museo delle cere del novecento”: lo dobbiamo prima di tutto a questi nostri allievi che con il loro entusiasmo e la loro passione ci hanno nuovamente confermato che la libreria, il mondo del libro possono rappresentare una reale prospettiva lavorativa e poi a noi tutti che in questo mondo abbiamo investito risorse e progetti di vita; ma affinché tutto questo sia possibile è necessario che vengano affrontati alcuni problemi che da anni condizionano lo sviluppo del nostro settore che benché conti circa 3700 aziende per complessivi 10000 lavoratori (fonte Istat) , è in crisi tanto che oggi circa 13 milioni di cittadini sono senza una libreria sotto casa ( fonte aie 2016) in un paese che purtroppo non brilla per diffusione di lettura e che ha proprio nelle zone prive di librerie gli indici più bassi, segno che la loro presenza e la diffusione della lettura sono interdipendenti. Il paese ha bisogno di più librerie, di più librai perché le librerie e i librai sono tra gli operatori commerciali che trattano il libro, gli unici che anche lo promuovono nei suoi contenuti, gli unici che quotidianamente si impegnano nel creare occasioni nuove di incontro tra i libri, i loro autori e i potenziali lettori, gli unici che in un dialogo costante con le scuole, le biblioteche, i comuni, si prodigano per far sì che i libri abitino gli spazi delle nostre città, le aule delle nostre scuole, per far sì che le parole che in essi sono contenute risuonino nelle vie, nelle piazze, nelle sale, e giungano a noi tutti. “Per questo riteniamo che il Paese debba affrontare con maggiore determinazione i problemi che attanagliano il mondo del libro e primo tra tutti quello della diffusione della lettura perché è nell’interesse del paese che la lettura cresca dato che come dimostrano autorevoli ricerche la sua diffusione è garanzia di benessere socio-economico e questo vale ancor più in un’epoca come la nostra nella quale la comprensione dei cambiamenti in atto richiede sempre maggiori competenze. Per aggredire il problema non sono però sufficienti le parole, occorre l’impegno concreto dello stato e del paese, delle istituzioni e dei cittadini con impiego di risorse quantomeno pari a quanto da decenni fanno gli spagnoli , i francesi e i tedeschi; nella scorsa legislatura ho partecipato in rappresentanza di Ali Confcommercio al tavolo per la redazione del piano nazionale della lettura coordinato dal Cepell lavorando per mesi ad un progetto per il quale non vi erano indicazioni chiare di risorse: il frutto di quel lavoro è stato un insieme di vorrei ma non posso che potrebbero però costituire una buona base di partenza per un nuovo vero progetto di rilancio della lettura nel nostro paese se opportunamente dotato delle risorse necessarie”. “Noi di Ali Confcommercio in particolare a quel tavolo abbiamo portato, oltre all’esperienza quotidiana nella promozione del libro e della lettura dei librai italiani, la nostra proposta di rendere detraibile dalle tasse le spese di libri come avviene ad esempio per la palestra, progetto che a suo tempo avevamo sottoposto ad una raccolta firme nelle nostre librerie e che il consiglio regionale del Veneto ha fatto propria all’unanimità con una proposta di legge nazionale, seguito poi dal Friuli e dal Piemonte; una misura  di “indirizzo etico” con la quale lo stato indica al cittadino che leggere fa bene, come fa bene la palestra. Questa sarebbe una misura che aiuterebbe molto il paese a riscoprire il valore dei libri e della lettura e che spingerebbe ad entrare nelle librerie, a guardare al libro oltre il prezzo, come è accaduto per i diciottenni che in questi due anni di applicazione del bonus cultura hanno scelto tra i consumi culturali anche i libri e le librerie, tornando a frequentarle, a cercare tra gli scaffali, a farsi consigliare dai nostri librai, uscendone più ricchi grazie alle storie contenute nei libri che hanno potuto acquistare”. Ambrosini ha osservato che al problema strutturale della lettura si affiancano alcune criticità proprie del nostro mercato che vanno dall’assenza di regole nel rapporto tra editore e libraio, ad una sostanziale occupazione della filiera da parte della produzione, sino ad un assetto regolatorio del mercato con la legge 128 del 2011, che oggi di fatto favorisce gli operatori non librari, tutti elementi questi che rendono più complicata la nascita e la permanenza nel mercato delle librerie; mentre il rapporto tra editore e libraio va definito in un confronto tra le parti nel quale siamo già impegnati, per l’assetto di mercato e per la legislazione sul prezzo diventa fondamentale il ruolo delle istituzioni, dell’esecutivo e del Parlamento. “Per i librai italiani oggi è fondamentale rivedere la legge 128 del 2011 e in questo senso già da ottobre 2016 abbiamo presentato a Montecitorio alla presenza del ministro e della presidente la commissione cultura della camera una proposta di revisione frutto di un confronto tra tutti i librai italiani, compresi quelli di catena editoriale; quella proposta che si ispira in modo più marcato di quanto non avvenga con l’attuale assetto normativo, al principio del prezzo fisso sposato dalla Francia e dalla Germania, spostando la promozione del libro dal prezzo ai suoi contenuti può consentire alle librerie di tornare competitive, e di disporre così delle risorse necessarie da reinvestire nei loro territori in attività di promozione alla lettura. La scorsa legislatura il progetto di revisione della legge 128 si è arenato per la mancata approvazione di una parte del mondo della produzione, che come detto sopra controlla anche il resto della filiera,  e così per l’interesse di pochi si è perpetuata una situazione che di fatto danneggia i molti e soprattutto indebolisce ancora di più la rete delle librerie italiane a favore di operatori che di librario non hanno nulla, e che in alcuni casi, vedi Amazon ad esempio, fondano buona parte del loro successo sul dumping fiscale e sociale”. “Le sfide che abbiamo innanzi – ha concluso Ambrosini – sono molte e quella che viene dal mercato online e in particolare da Amazon può essere decisiva per il nostro settore, come ci testimoniano le esperienze dei colleghi americani e britannici, e l’esito sarà determinato a nostro avviso, dalle scelte che il governo farà nelle prossime settimane: se anche in Italia, come è avvenuto in questi giorni in America, si deciderà che i proventi delle vendite online debbano essere soggetti alla stessa tassazione degli operatori fisici e se nel contempo si avvierà il percorso di revisione della legge 128 così come da noi auspicato, le librerie in questo paese torneranno ad occupare gli spazi commerciali lasciati scoperti negli ultimi decenni; e dato che come diceva Clive Lewis , autore delle cronache di Narnia, “Davanti a noi stanno cose migliori di quelle che ci siamo lasciati alle spalle” siamo certi che il governo, il parlamento, le istituzioni tutte sapranno farsi interpreti delle esigenze da noi espresse nell’interesse prima di tutto del paese, perché, un paese che legge è un paese che cresce e poi per questi nostri studenti e per tutti quei giovani che oggi guardano al mondo del libro e delle librerie come una concreta prospettiva di vita”.